Cava Museo - Fantiscritti Carrara
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CAVA MUSEO FANTISCRITTI
   
       
 

Il Museo

La CAVA MUSEO a Fantiscritti si trova nel cuore delle cave di marmo di Carrara ed è stata inaugurata il 16 agosto 1987 dopo anni di ricerche di materiale opera del sig. Walter Danesi.
All'ingresso si possono ammirare delle sculture a grandezza naturale realizzate dallo scultore Boutros Romein nel Laboratorio di Walter Danesi.
Esse riproducono figure di operai e un paio di buoi mentre svolgevano alcune delle fasi lavorative.
Il museo vuole testimoniare il lavoro alle cave e la condizione sociale degli operai che vi lavoravano; infatti nel museo è riprodotta la casa dei cavatori,un umile dimora dove vivevano famiglie numerose,il loro unico “tesoro” erano gli “scarponi chiodati” senza i quali il padre non poteva recarsi al lavoro,il loro costo per risuolarli era pari alla paga di quindici giorni lavorativi.


L'allestimento del museo è concepito in funzione di una visita suggestiva e culturale.
Indubbiamente non si possono elencare tutti gli attrezzi che vi sono esposti,ma ogni cosa ha con se un pezzo di storia; il visitatore avrà modo di assaporare la “cultura” dei cavatori e la storia di queste montagne.

 

Il tecchiaiolo

Il tecchiaiolo era un cavatore specializzato a lavorare nella parete della cava (detta “tecchia”).
Il suo compito era di preparare il lavoro ai suoi compagni: fare i fori per le mine,preparare i ponteggi e ripulire la “tecchia”.

 

Edicola

Bassorilievo scolpito direttamente sulla parete di una cava lunense di epoca romana nel bacino di Canal Grande raffigurante Ercole,Bacco r Giove come rappresentazione divina di Settimio Severo e dei suoi figli Caracalla e Geta.
L'edicola datata tra il 203 ed il 212 d.c fu staccata dalla sua sede nel 1864 ed ora è custodita presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara.Il nome stesso di Fantiscritti deriva dal bassorilievo al quale si era accumulato un groviglio di “scritte”,nomi e date incisi dai visitatori,alcuni dei quali illustri come il Gianbologna ed il Canova. I cavatori che ogni giorno lavoravano on questa valle non conoscendo né la storia romana né la mitologia greca hanno interpretato le figure come dei bambini.
Nel nostro dialetto i bambini sono chiamati “Fanti” e da ciò è stato attribuito alla vallata il nome di “Fantiscritti”.

 

Segagione a Mano

Usata con acqua e sabbia per tagliare il marmo. Dagli antichi romani ha lavorato fino al 1900. Manovrata da due operai tagliava circa sette/otto centimentri al giorno.

 

“Magnan” (Fabbro)

Il “Magnan” aggiustava gli attrezzi dei cavatori.

 

Capanna (casa del Cavatore)

Casa del guardiano della cava detto “Capannaro”.


La Lizzatura

Con il termine “Lizzatura” si indica il trasporto antico dei blocchi di marmo usato fino al 1966.la carica di marmo,che pesava circa venticinque-trenta tonnellate,veniva fatta scendere lungo le vie di lizza che avevano pendenza del 70/80%.
la discesa dei blocchi avveniva mediante una specie di slitta della lizza che scorreva sopra travi di legno unti di sapone,chiamati “parati”. Durante la discesa i blocchi erano trattenuti da funi,prima di canapa poi d'acciaio,avvolte a pali corti e robusti,posti ai lati delle vie di lizza,detti “piri”.
Le compagnie dei lizzatori erano formate da quattordici operai ciascuna,fra cui il Capo e il sottocapo. Il materiale usato era portato a mano dagli operai e comprendeva,le funi dal peso di duecento chili l'una,le braghe,i parati e le lizze.

 
     
       
 
   
 
Cava museo - Quarry marble museum - Cave musee du marbre - Steinbruch museum des marmors
 
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